Chi siamo

Il CANTIERE SALERNO. Chi siamo?
Essere ciò che siamo e divenire ciò che siamo capaci di divenire è l’unico scopo della vita. Spinoza
Veniamo da lontano, andiamo lontano. Gramsci

Il cantiere Salerno è un’organizzazione politica, culturale e d’arti. Le adesioni di alcuni artigiani al nostro progetto e i nostri vecchi poeti ci danno l’autorità di usare anche questo ultimo termine.
E’ una organizzazione territoriale a gestione orizzontale perché non centralizzata. Gli slogan per esprimere questo nostro modo di essere potrebbero essere: “qui e ora“ e “nessuno sopra di noi senza di noi.”
Il cantiere Salerno, nasce nel fuoco delle lotte. Nasce nella magnifica manifestazione del 25 Aprile 2010, quella in cui centinaia e centinaia di salernitani hanno fatto rimangiare al Granduca di Salerno le sue fesserie sulla Liberazione. Quel giorno pigliarono corpo e sostanza materiale tutte le perplessità e critiche che si erano accumulate per anni nel nostro fare e pensare sulla crisi della rappresentanza, la fine del Novecento e sulle tante domande su quale organizzazione costruire adeguata alla nostra contemporaneità. Quella giornata ci ha risvegliati da un lungo torpore.
Quella giornata per noi fu uno spartiacque fra passato ed il futuro. Improvvisamente capimmo che anni di duro lavoro rivoluzionario erano stati vanificati e distrutti da noi stessi, dalle nostre stesse (false) vittorie. La storia del grande Circolo prc “Salerno est”, da cui quasi tutti proveniamo, è stata umiliata dalle sue stesse rappresentanze politiche e soprattutto amministrative che il circolo era riuscito ad esprimere.
Sostanzialmente non se ne è salvato nessuno. Tutti sono caduti nella trappola del capitale scambiando un ruolo, quello, rappresentativo, per il loro essere. In tempi brevissimi, i nostri eletti, da militanti di un collettivo si sono trasformati in persone al di sopra di esso, immerse fino al collo nell’autonomia del politico, che da anni è diventata per gli sfruttati solo puro politicismo, mentre per i ricchi e i potenti la rappresentanza fa la loro fortuna e la loro riproduzione sociale.
Questo è avvenuto con diverse intensità e con qualche rarissima eccezione. Come sempre nella storia.
Se riusciremo a produrre di nuovo nostri rappresentanti essi dovranno avere nel proprio DNA gli anticorpi per questa malattia*. Dovranno essere semplicemente e gioiosamente ribelli a queste rappresentazioni e non farsi schiacciare da esse, cercando di vivere autenticamente ed in comune senza farsi alienare da questi ruoli.
Il C. S. non rinuncia alla memoria dei movimenti operai e nemmeno tantomeno alla storia che lo ha generato, ma rifiuta i simulacri e le icone che questa storia ha depositato nel corso degli anni, perché la guerra di liberazione dell’umanità non è finita e per continuare ha bisogno di nuove armi e nuovi dispositivi.
Per questo fonda la sua soggettività sul divenire e non più sulle identità.
L’identità è facile preda del capitale, fondandosi su sovrastrutture alienanti ed impotenti figlie dell’idealismo borghese e non sulla realtà che è un continuo divenire. la scienza lo insegna nulla è fermo. Tutto si trasforma.
Per questo vogliamo divenire una reale e non immaginaria organizzazione di parte dei lavoratori del “movimento reale che supera e trasforma lo stato di cose presenti” (K. Marx) ed è per questo che siamo “contro ed in odio alla destra, oltre questa sinistra”. Essere oltre non esclude contatti, alleanze e contaminazioni.
Vogliamo essere all’altezza dei tempi che la storia e le storie hanno. Vogliamo utilizzare le possibilità più avanzate e produttive che i tempi ci offrono per connetterci al globale restando con i piedi per terra, sul nostro territorio, Salerno, che è innervato dalla vita che le moltitudini instancabilmente producono e riproducono su e con esso trasformandolo di continuo. Come succede dovunque nel nostro pianeta.
Per far questo vogliamo utilizzare armi vere; l’organizzazione, la (bio?) politica, la cultura, le arti, le passioni e la nostra stessa vita.
Lo abbiamo capito, siamo quello che facciamo, quello che produciamo e creiamo e non quello che ci rappresentiamo.
Salerno,27.11.2010

*Parliamo di malattia e non di tradimento dei nostri rappresentanti perché di questo si è trattato. Hanno contratto vere è proprie malattie che hanno devastato la loro psiche e/o i loro corpi.

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